
SENTENZA RELATIVA ALL'OMICIO SAETTA
Sentenza della Corte D'Appello di Caltanissetta dell'8/1/2003 (irrevocabile il 24/5/2003) relativa all'omicidio di Saetta e del Figlio Stefano
Il fatto e lo svolgimento del giudizio di primo grado.
Il 5 agosto 1998 la Corte di Assise di Caltanissetta dichiarava Riina Salvatore, Madonia Francesco, Ribisi Pietro, i primi due in qualità di mandanti, il terzo quale esecutore materiale in concorso con Montagna Michele, Brancato Nicola, Di Caro Giuseppe, nel frattempo deceduti, responsabili del duplice omicidio del Giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, fatto delittuoso commesso con premeditazione in territorio di Caltanissetta alle 22.40 del 25 settembre 1988.
Riina Salvatore veniva condannato alla pena dell’ergastolo, con isolamento diurno per un periodo di mesi 12 oltre alle pene accessorie, ed al risarcimento dei danni in favore delle parti civili.
Il fatto: Domenica 25 settembre 1988, intorno alle 22,40, il dott. Antonino Saetta, presidente della Sezione della Corte di Appello di Palermo, veniva assassinato assieme al figlio Stefano, che sedeva al suo fianco, mentre alla guida di una Lancia Prisma stava facendo rientro a Palermo.
L’aggressione avveniva all’altezza del chilometro 48e500 della strada statale scorrimento veloce 640 che il Giudice ed il figlio stavano percorrendo con direzione Agrigento- Caltanissetta, in corrispondenza del viadotto di contrada Giurfo. Secondo la ricostruzione effettuata sul luogo e nell’immediatezza del fatto, la dinamica dell’agguato veniva ricostruita nel modo seguente: la Lancia Prisma guidata dal dott. Saetta era stata affiancata da un veicolo dal quale erano partiti i primi colpi di arma da fuoco.I primi proiettili avevano perforato il vetro dello sportello posteriore sinistro. Mentre il mezzo dei killers sorpassava la vettura del magistrato, i suoi occupanti avevano esploso diversi altri colpi di arma da fuoco che avevano danneggiato la fiancata sinistra della Lancia Prisma ed avevano colpito i suoi occupanti; altri numerosi colpi venivano esplosi una volta completata la manovra di sorpasso. Infine, gli aggressori si erano avvicinati all’automobile del Giudice che, intanto, era andata a fermarsi nel lato opposto della strada ed avevano completato la loro opera bersagliando il lato destro della Lancia Prisma.
Il sopralluogo effettuato nell’immediatezza aveva portato al rinvenimento ( lungo un tratto di strada di circa 100 metri), di 47 bossoli di cartuccia calibro 9, nonché di diversi proiettili di piombo deformati che erano stati ritrovati anche dentro l’autovettura del dott. Saetta.
Attraverso le indagini balistiche si accertava che i killers avevano utilizzato una sola arma del tipo pistola mitragliatrice e che tale arma non era stata utilizzata in altri delitti commessi in quel periodo nella Sicilia occidentale. A poche ore dall’agguato (ore 3.00), veniva rinvenuta, a circa tre Km di distanza una BMW interamente distrutta dalle fiamme, con all’interno due bossoli dello stesso tipo di quelli trovati sul luogo del delitto. Attraverso l’esame della targa si accertava che il veicolo era stato rubato in data 17 settembre 1998, otto giorni prima ad Agrigento ad un certo Gugino Davide.
http://www.solfano.it/canicatti/sentenzasaetta.html
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...contre tous ceux qui comme lui infiltre partout LA MAFIA ...
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